Non c'è niente da fare, prima o poi arriva e se sei bravo a tener testa... con la testa... la domini!!!
E' inevitabile direi!
Io non sono un runner pro, non ho svariate migliaia di km nelle gambe e sotto le scarpe.
--------------------------------------------------------------------------------
Non ho mai incontrato lungo le mie corse il fatidico "muro" di cui ho sentito tanto e a lungo parlare, ho letto e riletto sul web racconti ed esperienze di chi lo ha incontrato, chi è stato capace di "scavalcarlo" proseguendo e chi invece c'ha picchiato contro facendosi male, bloccandosi senza finire la maratona.
Per capirci meglio è la crisi metabolica: ...una volta che il glicogeno muscolare è esaurito, rimane solo la possibilità di consumare le proteine, con un meccanismo molto lento che fa crollare la prestazione, l'organismo inizia a cannibalizzare i propri muscoli trasformando le proteine muscolari in glucosio per cercare di prolungare la prestazione quanto più possibile, questo è il momento peggiore, il “muro” del 30° km che ogni maratoneta ha provato sulla propria pelle. (cit studioaversano.com)
Io non l'ho incontrato!!! E non perchè io sono presuntuoso o uno di quelli bravi; non l'ho semplicemente incontrato perchè non ho mai raggiunto quel tal chilometraggio da picchiarci contro. Mi viene da dire che manca poco.
--------------------------------------------------------------------------------
Resta però il fatto che esco per strada a correre e nel mio caso ciò che va domato è altro, e va fatto con la testa!
Purtroppo capita spesso, se non si spezza la routine, di essere sopraffatti dalla monotonia del percorso, dalla monotonia dettata dal fare sempre la stessa cosa nello stesso posto e nello stesso momento, la stanchezza, la debolezza, la sonnolenza, i pensieri della giornata passata e di quella chi ti aspetta subito dopo, gli impegni presi, la malavoglia generale!!!
Io corro in zone industriali, all'alba; è ancora buio pesto, le aziende sono chiuse, di auto non se ne vedono, qualche povero camionista straniero che dorme all'interno della sua motrice, la monotonia mi assale e prende il sopravvento.
Fa freddo, corro in compagnia della mia lampada frontale che illumina i miei passi -e le deiezioni canine-, corro in compagnia del mio MP3 (a quell'ora ascolto R. Deejay, è in replica Linus) e in compagnia dei segnali acustici di avviso che emette il GPS da polso che mi comanda e mi bacchetta continuamente in modo frustrante dicendo continuamente ACCELERA... ACCELERA... RALLENTA... ACCELERA... RALLENTA... (ma finiscila coso da polso... Scarliga merlüss che l’è minga el tò üss)!!!
Fa freddo, corro in compagnia della mia lampada frontale che illumina i miei passi -e le deiezioni canine-, corro in compagnia del mio MP3 (a quell'ora ascolto R. Deejay, è in replica Linus) e in compagnia dei segnali acustici di avviso che emette il GPS da polso che mi comanda e mi bacchetta continuamente in modo frustrante dicendo continuamente ACCELERA... ACCELERA... RALLENTA... ACCELERA... RALLENTA... (ma finiscila coso da polso... Scarliga merlüss che l’è minga el tò üss)!!!
Questa mattina è successo, subito dopo i primi 3500mt corsi, imboccata la 2^ zona industriale, la mente ha iniziato a lavorare in maniera negativa, dando immediatamente un senso di spossatezza generale al fisico -ed ero già stanco ed assonnato di mio-, voglia di tornare immediatamente indietro, facendomi vedere in anticipo quella strada che già conosco perfettamente a memoria: ero già in monotonia.
Ma fortunatamente sono stato capace, in qualche modo, di contrastare questi "cattivi penesieri" dirottando altrove la mente, concentrandomi sul programma trasmesso alla radio, concentrandomi e motivandomi in previsione della Maratona che correrò, pensando a quando, dopo esser giunto al traguardo bene -me lo auguro-, programmerò la successiva con l'impegno di migliorare il tempo, concentrandomi sul libro che avevo appena letto di Claudio Orlandi "Correre nel deserto -Io, uno come voi" (grazie Emanuela e Davide)! Pensare che lui ha sofferto pure di allucinazioni. La monotonia non regge affatto il confronto!!!
E poi mi è bastato pensare a qualche progetto futuro più impegnativo -chissà se il 2014 sarà l'anno giusto-, per farmi tornare definitivamente la voglia di correre, di fare, di rispettare gli impegni, di far pace con il GPS e i suoi segnali acustici, di tornare al punto di partenza perfettamente in forma, affatto affaticato ma assolutamente soddisfatto, pronto per affrontare una lunga giornata di lavoro, fino a che non incontrerò ancora e nuovamente la stessa monotonia!
E' importante ed indispensabile tener testa... alla testa... con la testa!!!
Nessun commento:
Posta un commento